Settembre è un mese importante per leggere il mercato del caffè verde. Dopo la pausa estiva europea, buyer, torrefattori e importatori tornano a pianificare acquisti, contratti, coperture e arrivi fisici. Ma il mercato che si presenta al rientro non può essere letto solo attraverso il prezzo.
Gli ultimi dati disponibili mostrano una fase di transizione: da un lato le previsioni produttive per il 2026/27 indicano un’offerta globale più ampia; dall’altro, scorte certificate, volatilità e disponibilità fisica continuano a segnalare un mercato ancora selettivo.
Secondo l’International Coffee Organization, l’ICO Composite Indicator Price ha registrato a luglio 2026 una media di 287,26 US cents/lb, in aumento del 15,4% rispetto a giugno. L’ICO collega il rialzo a preoccupazioni sull’offerta, meteo in Brasile, rafforzamento delle attese su El Niño e riduzione delle scorte Arabica immediatamente consegnabili.
Il dato di agosto conferma una stabilizzazione su livelli simili: l’I-CIP medio mensile è stato pari a 287,29 US cents/lb. Nei primi quattro giorni rilevati di settembre, invece, la media parziale risulta pari a 272,04 US cents/lb: un dato utile da monitorare, ma ancora non rappresentativo dell’intero mese.
Export: il mercato non si muove in modo uniforme
Sul fronte dei flussi commerciali, a giugno 2026 le esportazioni mondiali di tutte le forme di caffè sono state pari a 11,88 milioni di sacchi, contro gli 11,84 milioni di giugno 2025. Nei primi nove mesi del coffee year 2025/26, da ottobre 2025 a giugno 2026, le esportazioni sono però leggermente diminuite: 106,16 milioni di sacchi, rispetto ai 106,59 milioni dello stesso periodo precedente.
Il quadro cambia molto se si osservano i gruppi di caffè. Sempre secondo l’ICO, nei primi nove mesi del coffee year 2025/26 la quota degli Arabica sulle esportazioni di caffè verde è scesa al 60,4%, rispetto al 63,7% dell’anno precedente. Questo dato conferma una tendenza già emersa nei mesi precedenti: il Robusta continua ad avere un ruolo più strutturale nei flussi globali, soprattutto per l’industria e il solubile.
Scorte certificate: il nodo della disponibilità fisica
I dati più rilevanti per i buyer sono quindi il prezzo medio e la disponibilità immediatamente consegnabile. A luglio 2026, le scorte certificate Robusta a Londra sono salite leggermente a 0,69 milioni di sacchi, mentre le scorte certificate Arabica negli Stati Uniti sono scese a 0,29 milioni di sacchi, con una riduzione del 30% rispetto a giugno e il livello più basso da gennaio 2024.
Questo spiega perché il mercato può apparire più comodo nelle previsioni, ma restare teso nella disponibilità fisica di breve periodo. Per una torrefazione o un importatore, il tema non è solo “quanto quota il caffè”, ma quale caffè è disponibile, dove si trova, con quali specifiche e in quali tempi può arrivare.
Le previsioni per il 2026/27
Il report USDA “Coffee: World Markets and Trade” di luglio 2026 prevede per il 2026/27 una produzione mondiale record di 189,7 milioni di sacchi, in aumento di 10,8 milioni rispetto all’anno precedente. Le esportazioni mondiali di caffè verde sono previste a 131,4 milioni di sacchi, mentre il consumo globale è stimato a un record di 179,7 milioni di sacchi. Le scorte finali dovrebbero salire per il secondo anno consecutivo a 26,3 milioni di sacchi, pur restando sotto la media di lungo periodo.
Il Brasile resta il principale fattore di riequilibrio: USDA prevede una produzione brasiliana record di 71,9 milioni di sacchi nel 2026/27, con l’Arabica in forte recupero a 47,5 milioni. Anche Vietnam, Etiopia e Uganda sono indicati tra i Paesi con output record o in crescita.
Cosa osservare nel secondo semestre
La seconda parte del 2026 sarà quindi una fase di verifica. I numeri produttivi indicano un’offerta più ampia, ma la filiera dovrà misurare quanto rapidamente questo caffè entrerà davvero nei canali commerciali.
Le variabili principali restano: ritmo della raccolta brasiliana, ricostituzione degli stock certificati, disponibilità di Robusta asiatico, tempi logistici, differenziali, meteo nelle aree produttive e capacità dei produttori di vendere con continuità.
In Qahwa leggiamo questi dati come parte di una stessa dinamica: prezzo, disponibilità fisica e logistica non possono più essere separati. Il secondo semestre non sarà definito solo da quanto caffè verrà prodotto, ma da quanto caffè sarà realmente disponibile, documentato e consegnabile per il mercato europeo.
